Programma

Elezioni del Presidente e del Consiglio Regionale della Basilicata

17 – 18 novembre 2013

PROGRAMMA ELETTORALE

(bozza rel 3.0)

“La Basilicata del sogno e della purezza”

  1. 1.            Organizzazione
  2. 1.               Presidenza della Giunta regionale            

Cultura – Opendata – Opensource - Pari opportunità ed – Integrazione - Affari istituzionali - Auditing

  1. 2.            DIPARTIMENTO DEL PAESAGGIO

(ambiente, territorio, agricoltura, infrastrutture, acque)

  1. 3.            DIPARTIMENTO ATTIVITÀ ECONOMICHE E PRODUTTIVE

( Lavoro, Impresa, Turismo, Istruzione e Sport)

  1. 4.            DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE, SVILUPPO ECONOMICO E COESIONE TERRITORIALE

(programmazione, attuazione e monitoraggio, bilancio)

  1. 5.            DIPARTIMENTO DELLA SALUTE, FAMIGLIA E BENESSERE SOCIALE

(piano sanitario, sociosanitario, rete ospedaliera, welfare e famiglia)

DIPARTIMENTO DEL PAESAGGIO

In accordo con i principi della Convenzione Europea sul Paesaggio (Firenze 20 ottobre 2000 ), riteniamo il “ paesaggio “ come l’unità base sulla quale l’Ente Regione identifica, pianifica ed attua le strategie e gli orientamenti volti ad indirizzare ed armonizzare le trasformazioni provocate dai processi di sviluppo sociali, economici ed ambientali al fine di renderle aderenti ai principi della Convenzione stessa.

In considerazione della circostanza che il “ Paesaggio “ rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, nella convinzione che sia volano di uno sviluppo sostenibile, si ritiene, nell’ambito della riforma istituzionale dell’Ente Regione, da noi proposta, di assegnare al Dipartimento per il Paesaggio le seguenti competenze:

-            Ambiente;

-            Agricoltura e Foreste;

-            Urbanistica;

-            Infrastrutture.

AMBIENTE: Tutela dell’ambiente e delle persone, recupero del territorio, gestione delle criticità ambientali secondo il principio della cautela, riassetto idrogeologico e forestale del territorio, gestione dei rifiuti secondo il principio “Zero Rifiuti”.

PETROLIO: Sospensione della realizzazione di nuovi pozzi petroliferi che consenta, nell’arco di un tempo non lungo, di costruire un nuovo percorso di regole per la gestione delle problematiche di rischio ambientale legate alle attività estrattive; un censimento delle risorse idriche sotterranee e superficiali (ovvero una messa a sistema di quanto già censito), evitando di perpetrare i ciclici “monitoraggi” di una gestione politica ultradecennale che, su congrua base d’asta, ha movimentato ingenti somme senza ricavare un quadro ambientale definito; la costruzione di un sistema regionale di monitoraggio in continuo del territorio da rendere operativo prima dell’avvio di nuove attività di perforazione, la definizione della titolarità della bonifica degli oleodotti all’esaurimento delle risorse sotterranee.

Il Diritto di Precauzione sancito dalla legislazione UE (art. 191 trattato di funzionamento UE) stabilisce come prioritaria la difesa di salute ed ambiente rispetto alla convenienza economica, obbligando a valutazioni scientifiche che escludano impatti negativi che, qualora riscontrati, costringono al risarcimento verso i territori colpiti. La tutela dell’ambiente e della salute può bloccare per precauzione l’installazione di iniziative economicamente vantaggiose ma di rischioso impatto sull’ecosistema.

Ferma opposizione di ogni ipotesi di sfruttamento dei giacimenti nel mar Ionio a tutela delle economie turistiche delle aree costiere della Basilicata

La costituzione di una autority trasparente dotata di una autorevole componente scientifica e con poteri ispettivi che possa accedere per i controlli alle infrastrutture e disporne la sospensione delle attività, che verifichi la corretta e puntuale attenzione agli adempimenti tecnici e amministrativi per la sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni, che abbia accesso diretto ai dati della produzione, che abbia compiti strutturati di promuovere e coordinare le analisi epidemiologiche sul territorio in accordo con le strutture del S.S.N..

La definizione di piani di sicurezza adeguatamente trasferiti ai cittadini e alle autorità locali in caso di emergenza con la costruzione di protocolli automatici di intervento e controllo, i primi integrati, i secondi indipendenti dai protocolli previsti dalle imprese estrattive.

ROYALTIES: Costituzione di un fondo regionale per l’occupazione finanziato con le royalties, riduzione delle accise sulla benzina sull’intero territorio regionale, riduzione della bolletta energetica per le aziende che trasferiranno in Basilicata sede amministrativa e produzione.

Uso delle royalties petrolifere regionali (140 milioni di euro nel 2012) solo per la spesa capitale (non per riequilibrare bilanci sanando falle finanziarie dovute alla malapolitica o all’inadeguatezza operativa dei tecnici regionali), quindi investimenti sul settore infrastrutture, sul recupero territoriale , sulla manutenzione delle opere pubbliche, sulle bonifiche ambientali, sul recupero dei beni culturali.

MEMORANDUM: Superamento del memorandum e delle norme legate all’art.16 del decreto sulle liberalizzazioni, rinegoziazione in sede nazionale per l’innalzamento delle royalties dal 7% al 25%, superamento della CARD Benzina

DISSESTO IDROGEOLOGICO: Avvio di una politica di salvaguardia del territorio con particolare riferimento ai dissesti insistenti sui centri abitati e sulla rete infrastrutturale regionale.

TERRITORIO: Aggiornamento e semplificazione delle norme urbanistiche finalizzato alla definizione di un iter di verifica e di autorizzazione che unifichi le competenze degli organismi regionali attraverso la emanazione dell’Autorizzazione Unica Regionale. Identificazione di un unico responsabile dell’iter autorizzativo.

Definizione di un Piano idrico-laminazione invasi (piani per i contrasti delle piene); la Basilicata ha un prezioso surplus idrico che disseta 3 milioni di pugliesi. Non possiamo sperperarlo. Un terzo dell’acqua si perde nella rete idrica. La metà dei depuratori non funziona e le acque reflue rimangono inutilizzate. Le dighe lucane non hanno mai usufruito di un’opera di dragaggio né di laminazione degli invasi. L’Associazione Bonifiche Nazionali ha reso noto che in Italia nel 2012 c’è stato un deficit idrico di 40 litri per abitante, un dato grave che deve essere risolto.

AGRICOLTURA: La Basilicata deve rilanciare il settore primario per una duratura ripresa che si possa fondare sulle solide tradizioni agricole e sulle sue imprese.

Negli ultimi anni le imprese del settore hanno pagato un durissimo prezzo per la crisi che ha investito l’economia globale. La diminuzione dei prezzi di vendita dei prodotti per tutte le produzioni agricole e zootecniche, si è tradotta difatti in un calo netto dei redditi degli agricoltori. In alcuni momenti i costi delle materie prime (di cui alcune base alimentare per gli allevamenti) sono stati drogati, in volatilità, dagli speculatori e dalle nuove emergenze ambientali globali.

Una politica agricola regionale chiara e programmata dovrà consentire ai nostri produttori di competere sui mercati garantendo la salvaguardia dei nostri territori

SI rende improrogabile la rimodulazione IMMEDIATA delle risorse dell'attuale PSR da misure di investimento a misure di compensazione vista la grave crisi economica e l'enorme ritardo accumulato dalla negligente gestione politica (cambio continuo di assessori) che funzionale Dirigente e Dirigenza dell'assessorato all'agricoltura

I futuri finanziamenti dovranno considerare almeno due elementi essenziali è fondamentali quali:

- uno approccio strategico non distorto nel principio di sussidiarietà (primo pilastro)

- una nuova programmazione capace di integrarsi con le altre politiche comunitarie settoriali e territoriali

Promozione dell’agricoltura biologica in una filiera regionale coordinato da un Consorzio Regionale dei Prodotti Agricoli e Zootecnici Lucani che integri il sistema agricolo-zootecnico promuovendo l’esportazione dei prodotti pregiati e incentivando il sistema della “Filiera Corta”.

Creazione di un fondo per l’incentivazione delle piccole aziende agricole e assegnazione a titolo gratuito dei terreni demaniali a cooperative di giovani agricoltori, con vincolo di attività diretta nei fondi, sostegno al credito.

Avvio di un Piano Regionale di Forestazione produttiva

ALCUNE PROPOSTE:

semplificazione della burocrazia e dell'iter di attuazione delle misure PSR

riconoscimento di "custodi dei territori" e sostegno economico per gli agricoltori che operano in aree svantaggiate/montane e stabilizzazione delle agevolazioni contributive

coordinamento, accorpamento e semplificazione del sistema dei controlli (sono oggi esercitati da più soggetti con uguali e/o simili competenze)

alleggerimento del carico burocratico (perseguendo una proporzionalità dei controlli rispetto ai fattori di rischio)

riduzione della accisa sul gasolio in funzione della produzione (zootecnica, colture in serra, ortive, frutticoltura etc.)

maggiore flessibilità nella programmazione consentendo di attuare Programmi per singole aree tematiche-produttive

sfoltimento dei troppi sub-enti regionali operanti nel settore

riequilibrio dei rapporti di filiera tra produttori, trasformatori e distributori

ottimizzazione delle filiere tramite una migliore organizzazione delle piattaforme per la promozione, per la trasformazione, per le forniture e per la logistica

Programmare un Piano Regionale per la Biodiversità (in relazione al piano nazionale già approvato tale che rappresenti per il settore agricolo un effettivo volano di valorizzazione)

ripensare gli attuali Enti pagatori (Agea ed Enti regionali)

INFRASTRUTTURE: L’avvio di una politica volta a valorizzare, migliorare e integrare la rete infrastrutturale lucana, con particolare riferimento agli itinerari:

  1. 1.            Basentano
  2. 2.            Potenza – Melfi – Candela
  3. 3.            Potenza - Bari
  4. 4.            Matera – Foggia

Chiusura dell’itinerario ferroviario verso Matera e da Matera per Bari.

Potenziamento del livello di servizio della rete ferroviaria lucana

RISORSE IDRICHE: Superamento della frammentazione delle competenze sulle risorse idriche, chiusura dei Consorzi di Bonifica e di Acqua s.p.a., costituzione di un organismo regionale gestore delle acque con compiti di gestione e salvaguardia delle risorse idriche superficiali e sotterranee

CICLO DEI RIFIUTI: Nel settore dei rifiuti, a fronte di una situazione attuale che vede la raccolta differenziata attestarsi a valori molto bassi in Basilicata, l’unico strumento messo in campo è una scelta impiantistica costruita sugli impianti di produzione del CDR e sull’incenerimento.

A tutt’oggi non si dispone di alcuna piattaforma di compostaggio verde per la produzione di compost di alta qualità, addirittura i tentativi fatti da alcune amministrazioni comunali (non a caso spesso amministrate da giunte di Centro-Destra – Montalbano Jonico per Es.) la Regione ha opposto ostacoli avocando a sé il diritto della programmazione e inibendo finanche le spinte dal basso verso un sistema dei rifiuti più in linea con gli obblighi assunti in sede europea.

“Programmazione” che si è poi risolta in continue “deroghe” sull’ampliamento delle discariche già esistenti, piuttosto che nella dispendiosa progettazione, a valere sui fondi FESR comunitari, di impianti di compostaggio grigio per la produzione di CDR a Venosa, Sant’Arcangelo e Colobraro che, se mai fossero realizzati, dovrebbero solo destare preoccupazione, per la disorganica localizzazione e la prossimità ad un polmone azzurro regionale come l’invaso di Monte Cotugno.

E anche laddove la raccolta differenziata porta a porta viene effettuata i costi elevati di trasporto della frazione umida verso i centri di compostaggio pugliesi frustrano ogni buona speranza amministrativa costringendo i Comuni a spendere moltissimo per inseguire questo tentativo che, in mancanza della realizzazione tempestiva di centri di compostaggio, non potrà che naufragare per gli alti costi (P.Es. Avigliano).

La Basilicata che vogliamo proporre ai nostri elettori per le prossime elezioni amministrative andrà nella direzione tracciata da iniziative come quella denominata “Rifiuti Zero” (www.leggerifiutizero.it).

La Basilicata produce un quantitativo di RSU pari a 221.372 ton (anno 2010) corrispondente al 2% dei rifiuti prodotti nel Sud Italia, classificandosi al terz’ultimo posto come produttore; è una regione caratterizzata da un sistema insediativo grandemente frammentato con 131 centri abitati con due soli poli principali in corrispondenza dei capoluoghi, all’ultimo posto come produzione pro-capite di RSU con 377 Kg/ab all’anno.

E’ evidente che la Basilicata ha bisogno di una ricetta molto diversa da quella finora proposta dal Governo delle sinistre, è necessario formulare un piano che preveda la rinuncia pressoché totale alle discariche, un sistema costruito sul binomio differenziazione e riciclo che veda l’incenerimento come la estrema ratio per la eliminazione della parte residuale non riciclabile.

Quali i punti irrinunciabili di una proposta di piano di gestione dei rifiuti:

  1. 1)            Rinuncia a qualsiasi utilizzo di CDR e di compost grigio
  2. 2)            Divisione del territorio Regionale in tre ambiti omogenei: Potentino; Materano; Lagonegrese da disegnare in termini di dotazioni sulla base della ripartizione della popolazione
  3. 3)            Passaggio rapido ad un sistema di gestione porta a porta
  4. 4)            Ridisegno del sistema dei lavoro sociale a supporto delle dotazioni organiche per la raccolta porta a porta
  5. 5)            Costruzione di centri compostaggio da realizzare non lontani dai due principali centri abitati della Regione Potenza, Matera.
  6. 6)            Introduzione di una tassa di scopo (“anti usa e getta” per disincentivare la produzione, la distribuzione e la vendita di questi materiali nei circuiti commerciali, posta a carico del produttore e dei distributori
  7. 7)            Riduzione del sistema di tassazione per gli utenti che dimostrano l’uso di pratiche di riciclo (per. Es. Studi Professionali, uffici) secondo un criterio che premi la differenziazione accurata
  8. 8)            Analisi di fattibilità per la realizzazione di un sistema di incenerimento al plasma da utilizzare per la frazione residuale dei rifiuti non riciclabili
  9. 9)            Sospensione delle attività dell’inceneritore FENICE fino alla realizzazione della Bonifica del sito
  10. 10)            Ripresa della attività di Fenice subordinata alla sola attività a servizio degli impianti industriali FIAT e dell’indotto e alla verifica in continuo delle emissioni dall’impianto

DIPARTIMENTO ATTIVITÀ ECONOMICHE E PRODUTTIVE

LAVORO

Appare necessario, in un momento così particolare di congiuntura economica rendere la questione del lavoro centrale nella azione della coalizione, è pensabile di avviare rapidamente al lavoro un numero consistente di disoccupati mediante politiche legate al Welfare, alla forestazione, alla prevenzione delle catastrofi idrogeologiche, all’agricoltura.

            Welfare

E’ possibile immaginare un percorso attraverso il quale trasformare lo sbilanciamento tra generazioni presente nella nostra Regione come una possibile fonte di lavoro. È paradossale che, a fronte di una consistente immigrazione di lavoratori provenienti da altre parti del mondo o della comunità europea, che operano nel settore del welfare, sussiste in Basilicata una rilevante sacca di disoccupazione / inoccupazione giovanile.

Occorre creare le premesse perché questa domanda e questa offerta si possano incontrare creando le strutture in grado di costruire percorsi di incontro tra disoccupati e lavoro nel settore del welfare.

            Forestazione

La Basilicata detiene un consistente patrimonio boschivo a cui guardare sia in termini di gestione economica sia in termini di risorsa utile come attrattore turistico, appare quindi necessario riorganizzare questo settore in maniera organica e costruire anche in questo caso un sistema produttivo basato sulle redditività e non sulle clientele

            Prevenzione delle catastrofi idrogeologiche

Sono numerosissimi i casi che si potrebbero enumerare di danni e situazioni di rischio connesse al completo abbandono della gestione e della manutenzione del territorio da parte dell’Ente Regione.

L’utilizzo di operai semplici e specializzati, anche stagionali, da adibire ad attività di manutenzione del territorio potrebbe costituire anch’essa una fonte di lavoro.

Vale la pena evidenziare che le attività di manutenzione e gestione del territorio vanno valutate in termini di costo effettivo, ossia quello riveniente dai costi vivi di realizzazione rapportati ai costi vivi di gestione delle emergenze e dei ripristini, in genere considerevolmente più elevati-

            Agricoltura

Questo settore, tradizionalmente costituente una delle principali fonti di lavoro nella regione si è via via ridotto, per assenza di una politica regionale di sostegno mirata al mantenimento di una quota-lavoro agricola nel territorio elevata atta a evitare il fenomeno dell’abbandono delle campagne e dei centri abitati minori.

Occorrerà liberare risorse da destinare alla crescita mediante un responsabile e virtuoso processo di Revisione della Spesa Pubblica (Fondi Ordinari, Fondi Straordinari, Fondi EU, Royalties Petrolio) anche attraverso l’adozione di un piano di riassetto organizzativo e funzionale dell’ente Regionale nonché degli enti sub-regionali.

Le misure sul lavoro saranno prese di concerto con i Dipartimenti interessati alle diverse specifiche competenze coinvolte nelle misure.

IMPRESA

La via della crescita economica e dello sviluppo passa attraverso la valorizzazione del lavoro e la stabilizzazione selettiva dei contratti a termine sia nella pubblica amministrazione che nelle imprese private. Su scala regionale la parola chiave è semplificazione. La certezza della burocrazia regionale produce costi sociali ed economici altissimi. Bisognerà pertanto sostenere processi di produzione legislativa che mirino a ridurre il numero ed i tempi degli adempimenti per imprese e professionisti a favore di un progressivo passaggio dalle autorizzazioni ex-ante alle verifiche ex-post.

Accanto alla possibilità di attingere alle risorse comunitarie residue, derivanti dalla programmazione 2007-2013, le voci del mondo produttivo e professionale dovranno poter trovare ascolto anche nell’ambito della nuova programmazione dei fondi comunitari per il settennio 2014-2020.

In particolare bisognerà sostenere, come indicato dall’ultimo rapporto economico regionale di Bankitalia, il mondo imprenditoriale e professionale nei processi di innovazione e sviluppo tecnologico ad elevato valore aggiunto (processi, prodotti, servizi) e favorire nuovi percorsi di espansione delle realtà produttive regionali in prospettiva dell’internazionalizzazione di beni e servizi “Made in Basilicata”.

Diversificazione del portafoglio delle aziende dell’indotto Fiat nell’eventualità di imprevisti mutamenti delle politiche aziendali: in caso di chiusura o mutamento delle strategie Fiat, occorre premunire le aziende dell’indotto. La Fiat è il secondo plesso industriale dopo quello estrattivo.

Unificazione in un solo Ente dei due incubatori d’impresa attualmente in vigore, estendendo le competenze anche al settore low-tech; in Basilicata abbiamo 2 incubatori d’impresa regionali: Sviluppo Basilicata e Basilicata Innovazione. Tali Enti palesano evidenti problemi di bilancio ed hanno mirato per anni solo a nicchie di mercato come la commercializzazione di latte d’asina e brevetti hi-tech. In tutto decine di dipendenti e decine di consulenze per rendere vincenti qualche decina di progetti d’impresa in svariati anni. Intanto UNIONCAMERE richiede piastrellisti, saldatori, pavimentisti, carpentieri, cuochi ed artigiani: occorre un reale legame tra formazione e lavoro/impresa ed e’ per questo che l’Incubatore deve essere a disposizione non solo dei segmenti di mercato che richiedono manodopera specializzata ma sviluppare progettualità realmente utili o richieste dal territorio. I laureati dell’Universita’ di Basilicata che intendono avviare progetti d’impresa nei rispettivi settori di studio devono ricevere incubazioni agevolate.

TURISMO

La nuova visione che si intende proporre ai lucani basato su uno sviluppo armonico delle componenti ambiente, agricoltura, e dal principio della massima tutela dell’incontaminatezza del territorio discende anche la visione dell’azione da svolgere in campo di promozione turistica.

La Basilicata come luogo del viaggio, come culla dell’uomo e del suo tempo, con i suoi silenzi, i suoi boschi, i suoi incredibili giacimenti di beni culturali materiali ed immateriali da coltivare come vere e proprie miniere e da inserire in un circuito turistico che metta a sistema ambiente, agricoltura e beni culturali mettendo a sistema un patrimonio paesaggistico, folkloristico, storico-monumentale per una offerta che rifugga il mordi e fuggi e, sempre di più si candidi ad essere luogo di elezione per il turismo lento. Tali obbiettivi potranno essere perseguiti attraverso alcune azioni prioritare:

Redazione immediata di un piano di programma regionale per il turismo ispirato ai principi del programma;

Commissariamento e riforma dell’APT in Ufficio Interdipartimentale per il Turismo per l’attuazione del piano, sottoposto al controllo programmatico del consiglio regionale, con compiti di individuazione dei circuiti turistici integrati (biblio-museale, storico-archeologico, del mare, della montagna, della tradizione, della eno-gastronomia, del paesaggio-oasi e parchi naturali), della gestione delle inter-modalità tra i circuiti, della redazione e gestione di una guida integrata dei servizi e delle offerte, di un calendario regionale degli eventi in collaborazione con gli enti locali, della interconnessione ed intermodalità tra i mezzi di trasporto locale, del controllo sulla gestione dei servizi e delle infrastrutture, dell’organizzazione diretta di eventi, della stipula e cura di convenzioni ed accordi con istituzioni, associazioni, categorie, imprese del settore turistico-ricreativo

Realizzazione del Consorzio Regionale del Turismo tra operatori, enti locali e Regione per l’aggregazione e la razionalizzazione dell’offerta, servizi comuni, tariffari, codice di disciplina e più in generale la gestione consortile dei circuiti al punto

Censimento e valutazione dello stato di conservazione e di recupero del patrimonio storico monumentale regionale, studio di fattibilità e messa in sicurezza, pavimentazione con materiali naturali trattati in loco, dell’intero percorso dei Regi Tratturi e delle Vie della Transumanza, nonché delle vie consolari e medioevali, in ordine alla creazione di un percorso storico-naturalistico integrato.

Il litorale metapontino è stato cannibalizzato a causa di questo vuoto programmatico. I porti turistici sono stati realizzati in deroga, i lidi costretti ad annuali riassestamenti ed il demanio marittimo in preda ad abbandono ed abusivismo. Il litorale è compromesso da tempo per qualità e fruizione, ivi aggiunta l’erosione costiera. Serve questo strumento legislativo d’assetto per ordinarlo e recuperarlo, una Legge regionale degli arenili e delle zone di rispetto, in accordo alla normativa nazionale di settore, atta a fissare regole e parametri su destinazione ed uso, manutenzione e cura degli stessi da parte degli enti locali, dei concessionari e dei soggetti a qualsiasi titolo coinvolti in attività che insistano in via diretta od indiretta sugli arenili.

Studio e realizzazione di un programma di inserimento dei comuni dichiarati in via di spopolamento in un circuito speciale turistico-residenziale volto all’arrivo e permanenza di categorie di pensionati e/o soggetti svantaggiati,

Presa in carico da parte della Regione Basilicata, con apposito programma coordinato con gli enti locali, della ricostruzione o ristrutturazione di parti dei borghi abbandonati per la realizzazione di “villaggi dell’arte”, atti all’ospitalità di giovani artisti ed alla tenuta di attività seminariali e di stages, accademiche e didattiche, nonché alla realizzazione di laboratori artistici permanenti o stagionali ed all’inserimento degli stessi nei circuiti della formazione professionale.

ISTRUZIONE

Un deciso piano di riassetto delle strutture scolastiche con finanziamenti finalizzati a rendere maggiormente flessibile l’offerta dell’istruzione scolastica anche attraverso una digitalizzazione a supporto del mantenimento dell’istruzione primaria e secondaria anche nei centri minori.

Una cabina di regia tra mondo produttivo e scuola in grado di governare e indirizzare gli investimenti e l’offerta scolastica anche in relazione alla richiesta interna di diplomati nel settore tecnico, agricolo e industriale.

L’Università della Basilicata dovrà essere coinvolta in un percorso di maggiore e più sinergico rapporto con la comunità regionale favorendo il trasferimento di conoscenze ai fini della acquisizione di nuove competenze, il trasferimento tecnologico ed il sostegno alla mobilitazione di risorse pubbliche e private per lo sviluppo, la crescita e l’occupazione.

L’Università ed il mondo degli Enti di Ricerca operanti in Basilicata, come previsto dalla legislazione regionale. Dovranno fungere da perno per l’azione di sostegno e rilancio dello sviluppo e dell’occupazione potendo rappresentare un’alternativa all’emigrazione giovanile (altamente scolarizzata) e alla fuga dei “migliori cervelli” della Basilicata.

DIPARTIMENTO DELLA SALUTE, FAMIGLIA E BENESSERE SOCIALE

L’azione politica finalizzata al servizio della collettività e della buona amministrazione delle risorse pubbliche non può che partire dalla prima e fondamentale cellula aggregativa che è la Famiglia, in tutte le sue definizioni legate al divenire dell’organizzazione della società italiana, al cui sostegno si dovrà ispirare la nostra azione di governo.

Una particolare attenzione dovrà essere assegnata ai servizi alle persone anziane e alla disabilità al fine di ripristinare il principio di uguaglianza di possibilità per tutti i cittadini.

PIANO SANITARIO, SOCIOSANITARIO, RETE OSPEDALIERA

L’offerta sanitaria in Basilicata dovrà adeguarsi ai criteri di Razionalizzazione dei Costi e di Riorganizzazione delle Strutture Ospedaliere ai fini del Miglioramento del servizio e creazione di Strutture di Eccellenza e di Riduzione della emigrazione sanitaria.

Ridurre le infrastrutture fisiche ( il vecchio concetto di “Ospedale”), promuovere la mobilità regionale legata alla qualità e alla specialistica.” Una Regione, una sola assistenza ospedaliera”, questo lo slogan.

Attuazione del modello” Lorenzin”: conversione dei piccoli ospedali in poliambulatori o strutture intermedie seguendo la linea dei costi standard. Il modello Lorenzin potrebbe trovare spazio in un nuovo piano salute regionale che rilanci positivamente il trend dell’assistenza pubblica in Basilicata, difendendo non solo il diritto alla salute ma eliminando fastidiose disparità tra pubblico e privato. La sanità assorbe un terzo del bilancio regionale, 1 miliardo di euro, ed in essa si annida una consistente fetta di spreco e , ipoteticamente, clientelismo.

Redazione di un nuovo Piano Salute Regionale tarato non solo su direttive demografiche ma anche ambientali ( tenendo conto degli effetti sanitari nelle zone maggiormente esposte all’inquinamento ) ed orografiche ( in virtu’ dell’attuale assoluta insufficienza della dotazione infrastrutturale della Lucania sia sotto il profilo viario che ferroviario la quale rende difficoltoso lo spostamento degli assistiti).

Tutti i lucani hanno diritto ad essere curati al massimo degli standard, nello stesso modo, dovunque risiedano. Va poi rafforzato il capitolo dei servizi sociali alle persone ed alla famiglia. Bisogna migliorare la qualità della vita, soprattutto nei piccoli comuni montani più marginali ed in riferimento alla popolazione anziana.

WELFARE E FAMIGLIA

Come è noto la nostra Carta Costituzionale descrive la “Famiglia come Società Naturale fondata sul Matrimonio”, riconoscendone i diritti ed impegnando la Repubblica ad agevolarne, con misure economiche ed altre provvidenze, la formazione e l’adempimento dei relativi compiti con particolare riguardo alle famiglie numerose.

L’azione politica dovrà essere ispirata a tali principi ed alcune iniziative volte al sostegno della famiglia dovranno essere intraprese anche in ambito regionale.

In particolare bisognerà esercitare a pieno la potestà legislativa regionale sostenendo il varo di norme finalizzate ad attenuare la pressione fiscale nei confronti delle Famiglie mediante l’adozione di misure volte a “diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF di base”.

Gli elementi discriminanti l’entità di tale riduzione fiscale saranno il reddito nonché la composizione del nucleo familiare, sia in relazione al numero ed all’età di figli e parenti a carico e sia in merito alla eventuale presenza di Persone con Disabilità.

Bisognerà quindi sostenere ogni utile iniziativa politica finalizzata al totale azzeramento dell’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF nel caso di nuclei familiari in cui vi è la presenza di Persone con Disabilità.

RIFORME ISTITUZIONALI

L’ ambito tematico, “Riforme Istituzionali e Costi della Politica”, è articolato in tre linee di azione riguardanti innanzitutto “Attuazione delle Riforme Costituzionali”, nonché “Rafforzamento dell’Azione di Governo” e quindi il settore “Riduzione dei Costi della Politica”.

Attuazione delle Riforme Costituzionali

Sostenere ed accelerare i processi di produzione normativa in relazione alle materie di legislazione concorrente per le quali la Costituzione attribuisce potestà legislativa alle Regioni (art. 117) sia in merito al recepimento dei più recenti principi fondamentali sanciti da leggi dello stato (Ambiente, Infrastrutture, Protezione Civile, ecc…) e sia in merito al perfezionamento della legislazione regionale vigente, in certi casi, estremamente datata.

In riferimento al titolo V° della Costituzione la Regione Basilicata deve prioritariamente dotarsi del proprio “Atto fondamentale : Lo Statuto”, di una nuova legge elettorale.

Lo Statuto deve anche contenere un accenno al valore territoriale, storico e politico della “Grande Lucania”. Dal punto di vista macroeconomico, la Grande Lucania rappresenta una opportunità da saper cogliere. Un vasto territorio, con le aree che si aggregheranno dotate sicuramente di precondizioni economiche favorevoli per la crescita, rappresenterà un mercato più attrattivo e favorevole agli investimenti. Aprendosi anche a nuove condizioni sociali che miglioreranno gli attuali aspetti che ne limitano lo sviluppo del territorio. Si tratta di costituire una regione economicamente più forte e competitiva.

Rafforzamento dell’Azione di Governo

Il rafforzamento dell’azione di governo passa attraverso tre fondamentali linee di intervento consistenti nel Sostegno alla Redazione dei Testi Unici delle Leggi Regionali, nella Riorganizzazione delle Strutture Organizzative e nella Valorizzazione del Personale nonché nella Riorganizzazione degli Enti sub-regionali.

Riduzione dei Costi della Politica

La rappresentanza politica ed istituzionale dovrà essere ispirata al principio di “Servizio” per la Basilicata ed al criterio della “Buona Amministrazione”.

I costi della rappresentanza politica dovranno essere rimodulati anche in relazione all’impegno effettivamente svolto in attività istituzionali da ciascun consigliere e/o assessore ed essere totalmente rendicontato e reso trasparente al pubblico.

Analogo criterio dovrà essere adottato per le spese sostenute dai gruppi consiliari.

Per quanto riguarda gli enti sub-regionali, la mappatura dovrà individuare quella duplica funzioni, gli enti che producono spesa pubblica non produttiva, perché si provveda alla loro abrogazione.

Ufficio Auditing

Costituzione di un ufficio auditing interno direttamente sotto la responsabilità della Presidenza della Giunta Regionale con poteri di verifica e controllo su ogni singolo ufficio, dipartimento, società direttamente controllata o partecipata dalla Regione Basilicata.

Istituzione del “Fondo Sovrano” o Fondo di Sussidio Regionale: il petrolio non può essere l’alfa e l’omega della programmazione politica lucana. È una risorsa esauribile ad alto impatto ambientale, orfana di serie politiche di monitoraggio. Occorre garantire non solo il ripristino dei luoghi ma la sopravvivenza degli investimenti da esso derivanti. L’utilizzo relegato solo per la spesa capitale suggerisce l’istituzione di ciò che in altri Paesi è definito “Fondo Sovrano”. Cio’ permetterebbe ai Sindaci e ai Presidenti delle provincie di poter realizzare importanti opere “bypassando” i capestri del Patto di Stabilita’ che tarpa spesso le ali a validissimi progetti e sforzi amministrativi di chi governa con sommo difficolta’ i territori municipali: La Regione Basilicata deve istituire un Fondo di Sussidio Regionale (FoSuR) che garantisca una dotazione finanziaria idonea a tutte le richieste territoriali della regione (province e comuni: principio della sussidiarieta’) : dalle infrastrutture, al dissesto idro-geologico, agli sgravi fiscali per imprese che assumono giovani, alla realizzazione di opere pubbliche di comprovata valenza strategica ai fini dello sviluppo del territorio fino al sostegno di tecnologie di monitoraggio ambientale all’avanguardia. Precludendo l’impiego delle royalties nella spesa corrente si eviterà la narcotizzazione dei bilanci pubblici, si eviteranno gli sprechi e le possibili corruttele, evidenziando le responsabilità dirigenziali e quindi migliorando, in ultima analisi, l’esercizio della funzione pubblica. In tale contesto la S.E.L. ( Società Energetica Lucana ) dovrebbe acquisire un ruolo attivo, di investitore nei mercati esteri dell’energia, vincolando la sua azione solo nelle fonti energetiche rinnovabili o a basso impatto ambientale. Esempio di mercato in espansione è l’idroeolico o l’approvigionamento energetico a mezzo di centrali maremotrici, che dal 2015 partirà con diverse installazioni nel nord della Francia e che potrebbe essere un ottimo segmento di mercato su cui investire.

Rivisitazione degli investimenti in derivati e prodotti finanziari che ad oggi hanno causato una perdita di oltre 20milioni di euro. Blocco di ulteriori investimenti in tal senso.

Varo di un Piano di smobilizzo dei beni regionali: vendita della parte improduttiva del patrimonio immobiliare/fondiario della Regione Basilicata consistente, secondo stime aggiornate, in circa 50 milioni di euro.

Varo di un Piano Editoriale: soluzione del conflitto d’interesse: la Regione Basilicata è ad oggi il primo editore regionale con le relative problematiche in seno alla libertà ed alla trasparenza dell’informazione pubblica. Un conflitto che va immediatamente affrontato nel rispetto della libertà d’informazione e della libera concorrenza nonché nell’esercizio della democrazia.